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lunedì 20 novembre 2017

Concentrazione - Un percorso verso la Meditazione - Ernest Wood

Una illimitata Opportunità

Desideri il successo nella Vita? Vuoi fare tuoi i mezzi che infallibilmente lo assicurano? Vuoi scegliere e dire a te stesso io avrò la ricchezza; io avrò la fama; io avrò la virtù; io avrò il potere? Lascia che la tua immaginazione giochi con questi pensieri, e guarda le tenui nuvole della speranza prendere forma in celesti possibilità. Dona ali alla tua fantasia, perché più bello di qualsiasi immagine tu possa dipingere con il tuo pensiero è il futuro che puoi reclamare con la tua Volontà. Una volta che hai immaginato, una volta che hai scelto, pronuncia: Io voglio. E non ci sarà niente sulla terra che potrà ostacolarti a lungo; perché tu sei immortale, e il futuro ti è obbediente.

Pensi che la morte possa ostacolarti? Non lo farà. Pensi che la povertà, la malattia, gli amici possano ostacolarti? Certamente non lo faranno. Niente lo può, a meno che tu non lo permetta, o non glielo lasci fare. Ma tu devi scegliere, e desiderare null’altro che questo. Devi dire Io voglio: e lo devi dire nel pensiero e nell’azione, non soltanto adesso in parola. Da quel momento in avanti, neanche per un istante il tuo scopo deve cambiare: la tua costante intenzione deve trasformare ogni cosa tocchi in allineamento verso lo scopo che hai scelto. In questo modo se ciò che hai scelto non è dannoso, sarà tuo in breve tempo.

Mi parli della piccolezza dell’essere umano, perso tra le rughe della gigante Madre Terra, essa stessa come un granello di polvere nell’infinità dello spazio! Ma non è così, perché tutto può essere trasformato per essere utilizzato. Il corpo fisico è soltanto un indumento, e i sensi null’altro che piccoli cancelli nel velo della carne: quando essi sono quieti, il corpo obbediente, e la mente dimora nella Contemplazione delle tue immortali possibilità, una finestra si apre al tuo interno; attraverso di essa, potrai vedere e realizzare che tu sarai ciò che vuoi essere. E niente altro.

Come il piccolo seme sepolto nella terra, che sboccia e spinge fuori un tenero germoglio che si fa strada attraverso il terreno, vince la sua libertà all’aria aperta, e diventa una quercia possente che popola la terra con semenze di sé stessa; o come un grande albero di fico del Banyan, che si espande senza limiti da una piccola radice, procurando ricchezza e un riparo a miriadi di creature; allo stesso modo, spingi fuori già oggi il primo tenero ma determinano germoglio della volontà: e scegli ciò che vuoi essere.

Che cosa sceglierai? Vuoi avere il potere? Allora lascia che gli altri siano più liberi e più potenti, perché tu sei lo stesso. Vuoi avere conoscenza? Allora lascia che gli altri siano pure saggi perché tu lo sei lo stesso. Vuoi avere amore? Allora lascia che gli altri ne possano godere perché tu hai molto da dare. È così, in questo modo, che la tua volontà sarà in accordo con la prima ed universale legge dell’essere che si sta disvelando a noi sempre di più; una legge che infonde nel tempo la più importante lezione di quella incondizionata compassione che alla fine trasforma tutta la forza nella nostra forza, e tutta la Vita nella nostra Vita.

Quali saranno i tuoi mezzi? Tutto ciò che incontrerai, piccolo o grande; perché non c’è niente che tu non possa utilizzare come mezzo per il tuo fine. Ma una volta ancora, lascia che tutte le persone e le cose che usi siano beneficiate da questo utilizzo: così il tuo successo sarà anche il loro, e la prima legge sarà soddisfatta.

Successo e Concentrazione

Ma qualunque cosa tu scelga, di una cosa avrai bisogno in tutte queste cose e in tutti i tempi – la Concentrazione dello scopo, del pensiero, del sentimento, dell’azione; affinché essa, come un potente magnete, polarizzi ogni cosa con la quale avrai a che fare. In tutti gli scopi della Vita la Concentrazione è necessaria per il successo.

Superiori Realizzazioni

In ogni caso, Concentrazione non significa un restringimento, una limitazione o un confinamento dei nostri pensieri e delle nostre attività, né alcuna perdita di interessi e simpatie umane. Non significa ritirarsi in una grotta o in una caverna, con il vino della Vita che si inaridisce nelle nostre vene come un fiume nel deserto nella siccità estiva. Concentrazione significa che l’interezza della nostra Vita diviene polarizzata attorno ad uno scopo deliberato, animata da crescenti poteri di Pensiero, di Amore e di Volontà, e ispirata da un Sé più elevato di quello che abbiamo conosciuto finora.


Fonte: Concentrazione - Un percorso verso la Meditazione di Ernest Wood 










mercoledì 25 ottobre 2017

Racconti di Belzebù a suo nipote - Georges Ivanovič Gurdjieff

D'altro lato, in ognuno di essi la "colonna vertebrale" è sede di un'altra concentrazione, detta "midollo spinale", in cui sono localizzate le "fonti negative" destinate, con la loro azione, a svolgere rispetto al cervello lo stesso ruolo svolto dai Soli di Secondo Ordine del Megalocosmo rispetto al Santissimo Protocosmo.
È opportuno osservare che in passato i tuoi beniamini conoscevano abbastanza bene il funzionamento specifico delle varie parti del loro "midollo spinale", anzi conoscevano persino alcuni "sistemi meccanici" per agire su parti specifiche del midollo stesso nei periodi in cui il loro "stato psichico" era più disarmonico; ma a poco a poco le informazioni legate a quel tipo di conoscenze sono "sfumate nel nulla", e oggigiorno i tuoi beniamini, pur sapendo che nel midollo spinale sono localizzate varie concentrazioni, ne ignorano completamente le funzioni previste dalla Grande Natura e si accontentano di chiamarle "fasci nervosi del midollo spinale".

Questi fasci nervosi del midollo spinale sono la sorgente di tutte le negazioni rispetto alle affermazioni provenienti dal loro "cervello", esattamente come i Soli di Secondo Ordine sono le fonti di negazione rispetto alle affermazioni d'ogni sfumatura provenienti dal Santissimo Protocosmo.

Infine, come nel Megalocosmo l'insieme dei risultati prodotti, secondo il processo del sacro Hepta-para-parshinokh, sia dall'affermazione del santissimo Protocosmo che dalle molteplici negazioni provenienti dai Soli di nuova formazione funge da "principio conciliatore" fra l'insieme delle nuove formazioni e l'insieme pre-esistente, così negli esseri suddetti si trova una concentrazione corrispondente a tutti i risultati prodotti dalle affermazioni del "cervello" e dalle molteplici negazioni della loro "colonna vertebrale", risultati che in seguito servono da "principio regolatore" o "conciliatore" nel funzionamento dell'intera presenza di ciascuno.

Quest'ultima concentrazione, che serve da principio regolatore o conciliatore per la presenza generale degli esseri terresti tricerebrali, all'inizio aveva la forma di un cervello indipendente localizzato, nei tuoi beniamini come in noi, nella regione "toracica".

Ma da quando il loro processo di esistenza esserica ordinaria ha subìto gravissime alterazioni, la Grande Natura, per varie ragioni legate al processo cosmico trogo-auto-egocratico generale, si è vista costretta a modificare il sistema di localizzazione di quel cervello, pur senza distruggerne il funzionamento.
E precisamente la Natura ha provveduto man mano a disperdere quest'organo, inizialmente concentrato in un'unica sede, in localizzazioni più piccole e disseminate in tutta la presenza generale di quegli esseri, particolarmente nella regione "epigastrica". Oggigiorno, l'insieme di quelle piccole localizzazioni viene da loro chiamato "plesso solare", o insieme di gangli nervosi del sistema simpatico.
Tutti i risultati prodotti dalle manifestazioni affermative del loro "cervello" e dalle manifestazioni negative della loro "colonna vertebrale" si accumulano attualmente nei vari gangli nervosi disseminati in tutto il corpo planetario dove, una volta fissati, costituiscono il principio neutralizzante nell'ulteriore processo di affermazione e di negazione che ha luogo fra cervello e midollo spinale – proprio come nel Megalocosmo l'insieme di risultati provenienti sia dalle manifestazioni affermative del Protocosmo sia dalle manifestazioni negative dei Soli di nuova formazione costituisce la "forza neutralizzante" nell'ulteriore processo di Affermazione e Negazione.
Pertanto, proprio come noi, gli esseri tricerebrali del pianeta Terra, oltre ad essere apparecchi trasformatori delle sostanze cosmiche necessarie al Grandissimo Trogo-auto-egocrate in possesso delle proprietà di tutte e tre le forze del Triamazikamno cosmico fondamentale, hanno anche la possibilità, assorbendo le sostanze da trasformare prodotte da tre diverse fonti indipendenti, di assimilare sia le sostanze indispensabili al mantenimento della propria esistenza, sia quelle destinate al rivestimento e al perfezionamento dei propri corpi esserici superiori.


Fonte: Racconti di Belzebù a suo nipote - Georges Ivanovič Gurdjieff











mercoledì 13 settembre 2017

Battaglia per il presente – Henri Thomasson

VERSO UNA NUOVA STRUTTURA DELL’UOMO

Sento che il gusto e la qualità di vita cui questo Insegnamento conduce sono più importanti della vita stessa. Infatti mi sembra che la vita, al di là dello spazio e del tempo che la determinano, abbia senso solo quando si apre a un mondo di manifestazioni che trascendono le sue quattro dimensioni.
Il mondo della “coscienza” è accessibile solo all’uomo “risvegliato”, ossia a colui che, se non definitivamente almeno a periodi sempre più frequenti e sempre più lunghi, sfugge al livello in cui “la vita” è ridotta all’esercito delle funzioni fisiologiche, accompagnate da attività mentali e affettive sull’unico piano di esistenza che noi conosciamo.
Ma allora chi è addormentato dentro di me e si deve svegliare?
Finché non ho incontrato l’Insegnamento, avevo molto rispetto per la persona “intelligente” che credevo di essere.
Sorretto da un senso morale solidamente impiantato sulle influenze della famiglia, dotato di una certa capacità di giudizio soprattutto su argomenti estetici, favorito – talvolta egregiamente – da un buon livello d’intuizione e di comprensione, mi consolavo con molta disinvoltura della mediocrità dimostrata nelle mie prestazioni manuali e fisiche in genere.
La mia immagine mi sembrava mostrare un aspetto positivo, la “mia vita” era allietata dalle manifestazioni sviluppate dalle suddette qualità, e non mi sarebbe mai passato per la testa che tutto ciò potesse chiamarsi “dormire”.
Ma oggi tutto è diverso: mi è stata indicata una nuova struttura del mondo e dell’uomo, mi è stato proposto l’obiettivo di un’altra qualità d’essere, e io stesso ho potuto verificare personalmente la profondità del sonno ipnotico che mi sommerge. E proprio a un’altra qualità d’essere che io mi devo risvegliare. Come lo stato di coscienza ordinaria emerge d’un tratto dal sonno fisiologico occupandone il posto, così bisogna che un altro livello di pensiero e di coscienza emerga dal magma di pensieri associativi, sentimenti, moti e reazioni chiamati “io”, e che almeno ogni tanto vi si sostituisca.
Sento interiormente il bisogno di questo risveglio e, pur non avendo un’idea molto chiara di ciò che in me si debba svegliare, mi rendo conto che l’attenzione e l’osservazione mi animano in modo tale da farmi muovere il primo passo in tal senso.
Ma come posso svegliarmi realmente?
La prima condizione è quella di rendermi conto che sono addormentato e che di solito non me ne accorgo.

Io dormo perché m’identifico in tutto ciò che attira il mio interesse: la mia attenzione viene interamente assorbita dalla cosa che faccio, che dico, in presenza di cui mi trovo, che mi piace, che non mi piace o a cui penso; esisto solo in funzione della cosa, e per me questo essere, in quanto individuo che vive una propria specifica realtà, non provo il benché minimo interesse.
Per risvegliarmi ci vuole un’altra qualità d’attenzione, rivolta nel contempo verso l’esterno e verso di me … ma la posso avere solo per brevi istanti.
Quando mi osservo, l’immagine che ho di me stesso, l’esigenza imperiosa che ciascuno dei miei personaggi mostri un aspetto lusinghiero della mia persona, il terrore del giudizio altrui, la “considerazione interiore” da cui non riesco ad astenermi, dimostrano la mia dipendenza da tutto ciò che mi circonda e che svia l’attenzione attiva verso le secche in cui resta incagliato.
Svegliarmi significa rifiutare l’immaginazione, le fantasticherie, le nebbie che si alzano dalle parti meccaniche della mia persona per invadere la testa troppo pigra, desiderosa soltanto di evitare lo sforzo di pensare autonomamente: la mente infatti preferisce riprodurre le immagini già confezionate che le altre parti le forniscono in occasione di quegli avvenimenti, veri o immaginari ma in genere piacevoli, di cui esse amano pascersi.

Fonte:  Battaglia per il presente di Henri Thomasson



venerdì 4 agosto 2017

Lavorare da soli su sé stessi – Arnold Mindell

Ho praticato saltuariamente per molti anni varie forme di meditazione, ma non ho mai avuto gran successo in questo senso. Qualche volta, metà per scherzo metà sul serio, mi definisco un esperto dei drammi della meditazione, dopo avere tanto e per tanto tempo sperimentato le scorribande della mia mente ogni volta che si doveva concentrare!
Malgrado il mio cervello sappia benissimo com’è importante la meditazione, una certa confusione su come esattamente praticarla e la conseguente mancanza di risultati hanno tolto vigore alle mie motivazioni, così che sono anni che non mi dedico alla pratica della meditazione tradizionale con regolarità (Charles T. Tart 1986).

I rischi del rilassamento
Può essere nocivo sia il rilassamento totale sia il “lasciar cadere” i pensieri che creano tensione. Qualsiasi metodo, perfino il massaggio, può essere dannoso se usato per rilassarsi, a meno che non sia seguito da un trattamento preciso e differenziato di quelle che erano le tensioni originarie. Ci sono due motivi per questo.
Primo, anni di lavoro sul corpo con persone malate hanno mostrato la frequente presenza di una precedente storia di rimozione di tensioni nei casi in cui è insorto il cancro. La tensione, come ogni altro processo, non può essere eliminata per magia, per quanto per brevi periodi di tempo possa essere rimossa dalla coscienza. Rimossa o rilasciata, la tensione non scompare; piuttosto sembra diventare meno trattabile per la coscienza. Una delle possibili conseguenze della rimozione di processi come la tensione è la creazione di sintomi e malattie incurabili, quali il cancro.
Secondo, io mi domando se lasciar cadere la tensione, o “gettarla via”, come è d’uso in certi metodi di meditazione, di lavoro sul corpo e massaggio, sia una buona norma ecologica rispetto al resto dell’umanità. In tutto il mondo la gente sta acquistando coscienza dei rischi che comporta lo sbarazzarsi dei rifiuti gettandoli semplicemente nelle fogne. Esattamente come si intasa e si inquina il sistema idrico della terra, così, gettando la tensione nell’atmosfera, possiamo intasare il sistema spirituale del pianeta, il luogo da cui il resto di noi bene quando è assetato. Se il globo terrestre è un campo o un sistema, non possiamo gettare nulla fuori; possiamo solo rimetterlo in circolo nel sistema.

L’essere umano è sbagliato?
Uno de presupposti fondamentali e talora inconsci di molti orientamenti psicologici e di molti metodi di meditazioni è che l’essere umano sia indisciplinato, ignorante, arido, pieno d brae, gelosia, egoismo, pericoloso, in qualche modo sbagliato.

Ritenere che le cose sono “sbagliate” ci fa pensare in termini causali; divide il mondo in problemi e soluzioni. Questa atavica visione del mondo ci ha aiutato a prolungare la vita umana attraverso la guerra chimica e psicologica contro i sintomi e le parti interne disturbanti.
Ma la bellicosa convinzione che la nostra natura sia sbagliata ignora il fine che potrebbe nascondersi dietro gli eventi. 

Un secondo aspetto negativo del pensare in termini di causa-effetto è che ci fa detestare il mondo quando non risponde alle nostre aspettative. Se non riusciamo a risolvere un problema lo combattiamo. Le azioni aggressive e i dittatori folli non rispondono alle mie aspettative per la pace nel mondo. Vorrei cambiarli ma non posso. Se non sto attento dichiarerò loro guerra cercando di eliminarli o di chiuderli in un istituto psichiatrico. Dobbiamo imparare a fare dell’aggressività e della follia un uso migliore.

Tutti gli eventi sono potenzialmente utili
Dobbiamo aggiungere alla nostra idea dell’essere umano una nuova dimensione, una dimensione che ne richiama una antica, secondo la quale: “Il mondo è perfetto così com’è”. Per quanto personalmente io non senta che il mondo è realmente perfetto così com’è, ho scoperto che eventi apparentemente negativi possono arricchire molto. Una dimensione importamene e forse nuova della meditazione è quella per cui si accettano e si “lavora” su tutti gli eventi, inclusa la rabbia, la gelosia, l’avidità, al fine di rivelare il loro potenziale positivo. Invece di cercare di cambiare la nostra natura per adattarla alle nostre idee precostituite di armonia o di pace, potremmo cercare di scoprire il fine nascosto degli eventi. Forse contengono il seme di quello che ci serve esattamente.


Fonte: Lavorare da soli su sé stessi – Arnold Mindell

martedì 11 luglio 2017

DIANETICS - L. Ron Hubbard

L’engram non è un ricordo: è una traccia cellulare di registrazioni incisa profondamente nella struttura del corpo stesso.
Ciò di cui era capace una cellula era già stato verificato. Si trovò che un organismo monocellulare non divide soltanto la propria sostanza, ma cede anche tutta la sua esperienza alla progenie, come fa una matrice coni suoi duplicati. Ora questa è una peculiarità degli organismi monocellulari: sopravvivono come identità. Ognuno è in prima persona il suo predecessore.

La cellula A si divide dando luogo ad una prima generazione; questa è ancora la cellula A. La seconda generazione (seconda suddivisione) crea un’entità che è ancora la cellula A. venendo a mancare la necessità di processi laboriosi, quali la costruzione, la nascita e lo sviluppo, prima della riproduzione, la monocellula si limita a suddividersi. Si può senz’altro ipotizzare che ogni cosa imparata sarà poi contenuta nella nuova generazione. La cellula A muore ma, attraverso le generazioni successive, anche la più recente è ancora la cellula A. La credenza dell’uomo che egli continuerà a vivere nella sua progenie forse deriva da questa identità nella procreazione cellulare. Un’altra possibilità interessante è che anche i neuroni esistono in embrione (embrione: stato primitivo o non sviluppato di qualcosa) nello zigote e i neuroni non si suddividono, ma sono simili ad organismi (può darsi sia il virus il loro fondamento).

Dianetics, in quanto studio delle funzioni e scienza della mente, non ha bisogno di ipotesi strutturali. L’unico test è: questo fatto funziona oppure no? Se funziona allora diventa una realtà scientifica. L’engram prenatale è una realtà scientifica. 

In Dianetcs impariamo che solo i momenti di “incoscienza”, lunghi o brevi di maggiore o minore profondità che siano, possono contenere degli engram. Quando una persona è resa “incosciente”, per persone vicino a lei reagiscono più o meno in base a quanto dettano i loro engram: infatti l’”incoscienza” è molto spesso causata dalle drammatizzazioni altrui un Clear, quindi, potrebbe essere reso incosient5e da un aberrato che sta drammatizzando e la drammatizzazione dell’engram dell’aberrato entrerebbe, come engram, nel Clear stesso.
I meccanismi sono semplici. La gente sotto stress, se aberrata, drammatizza gli engram. Tale drammatizzazione può comprendere il ferimento di un’altra persona e il renderla più o meno “incosciente”. La persona “incosciente” riceve allora quella drammatizzazione sotto forma di engram.  
Questo non è l’unico modo in cui si diffonde l’aberrazione. La gente, sul tavolo operatorio, sotto anestesia, è costretta a subire le conversazioni più o meno aberrate dei presenti. Queste conversazioni entrano nella persona “incosciente” come engram. Nello stesso modo, la situazione di emergenza creata da in incidente può stimolare le persone che ne sono spettatori e dal libero sfogo alle proprie drammatizzazioni e se una persona è “incosciente” a causa dell’incidente, riceve un engram. 

Genitori aberrati certamente contagiano i loro figli con i propri engram. 

L’engram in effetti è una cosa semplicissima: è un momento durante il quale il potere della mente analitica vene “attenuato” dal dolore fisico, dagli stupefacenti o da latri mezzi e il deposito reattivo è aperto e pronto a ricevere una registrazione. Quando questa ha un contenuto verbale, diviene gravemente aberrativa. Quando contiene il livello emozionale di antagonismo, diviene distruttiva. Quando il suo contenuto è pesantemente pro-sopravvivenza, è certamente in grado di sconvolgere totalmente la vita di un individuo. È l’engram ciò che, al di là di tutto il resto, determina il destino. Esso dice all’Uomo che non riuscirà a sopravvivere e così lui fa in modo di trovare molte vie per eseguire ciò che gli è stato ordinato. L’engram gli comanda di provare piacere solo fra i membri di un’altra razza e così lui va tra loro e abbandona la propria. Esso gli comanda di uccidere per vivere e lui uccide. E ancor più sottilmente, l’engram si propaga come un’onda da un episodio all’altro per causare la catastrofe che ordina.

Gli engram non sono ricordi, ma registrazioni a livello cellulare.

Dianetics si serve di un meccanismo del cervello che l’Uomo, in generale, non sapeva di possedere. È un processo del pensiero innato che ognuno possiede e he evidentemente veniva usato in tutti i processi di pensiero, ma che, per una qualche strana svista, l’Uomo non aveva mai scoperto prima d’ora. Basta che una persona venga a conoscenza del fatto di possedere questa nuova facoltà perché riesca a pensare meglio di prima e, per apprendere questa facoltà, non ci vogliono più di dieci minuti.
Non crediate però di poter evitare ogni disagio ai vostri pazienti. Questo non è affatto vero. L’opera dell’auditor, quando intercetta engram che non si riesce a “sollevare”, può causare al paziente dei mal di testa, vari dolori e malesseri e persino leggere malattie anche quando il lavoro è svolto accuratamente.
Affrontare un engram, servendosi delle rêverie[1], è cosa assai diversa dalla restimolazione di un engram che avviene nella vita. L’engram è un personaggio maligno e potente soltanto sino a quando non lo si intercetta. Quando è ben piazzato ed in attività, può venire restimolato e causare, così, innumerevoli malattie mentali e fisiche. Ma affrontarlo servendosi della rêverie significa affrontarlo su un nuovo circuito, un circuito che lo disarma. Il potere dell’engram risiede, in parte, nella paura dell’ignoto: la conoscenza, di per sé stessa, porta stabilità.


Fonte Dianetics di L. Ron Hubbard



[1] Stato in cui la memoria è molto buona, in cui si può fare una certa cosa che prima non si poteva fare. La persona è più che sveglia, ma semplicemente chiedendole di chiudere gli occhi è, tecnicamente, in rêviere.